giovedì 16 agosto 2018

Principessa nella torre (cartoline)

Un sabato mattina, dopo giorni di chiusura in me stessa, mi sono svegliata e ho mandato un sms a mia sorella per chiederle di prestarmi la scala. In poche ore ero andata a prendere la scala, caricata ad incastro sulla 500 e trasportata col baule aperto, portata su in casa mia, avevo comprato la vernice, fatto il cambio della vernice precedente presa per errore, acquistato lo stucco, la carta adesiva... ho pranzato fra una spennellata e una stuccatura e il ciaccolare della televisione, le chiazze bianche e beige di vernice addosso, su e giù per quei gradini argentati, per sistemare il pezzo di parete rovinato, dopo che avevo fatto cambiare il climatizzatore. Avevo chiesto aiuto all'imbianchino ma si era dimenticato di rispondermi. Non avevo mai dipinto muri in vita mia, ma dopotutto credo di aver fatto un buon lavoro.



Presa bene dalle mie inaspettate capacità di usare il pennello sui muri, una sera,  mentre guardavo un giallo in televisione, ho deciso che potevo riflettere su chi fosse l'assassino mentre sistemavo l'altro pezzo di parete che, in seguito ad errori di gradazione, si era ridotto a due o tre colori di sfumature nel tentativo di coprire la nuova mascherina che nasconde i cavi.
Mi armai di pezzi di scotch di carta, pennello, rullo, giornali e la stessa vernice tortora e incominciai. Naturalmente indovinai chi era l'assassino nonostante questa impegnativa attività.
Rimaneva il brutto citofono originale arancione e sporco che mi era rimasto dai precedenti inquilini.

Una notte di qualche giorno dopo - erano le due - non riuscivo a dormire, così da internet ho scaricato le istruzioni per cambiare quel modello di citofono: non era difficile smontare e rimontare, l'unico grande problema erano i cavi. Così, dopo aver aperto ed ispezionato, ho richiuso tutto e rimesso a posto.
Non so cosa ho fatto però, perchè in seguito, chiunque citofonasse non riusciava a raggiungermi, io non sentivo mai nulla e dovevano telefonarmi. 

Ogni volta che lo guardavo, mi fermavo a fissarlo e ad aspettare che il mio folletto magico dai capelli rossi corresse in mio aiuto, come faceva di solito quando mi incasinavo con i lavori di casa. Lui risolveva sempre tutto fra una corsa e l'altra, mentre si divideva ovunque per salvare e correggere mille altre persone ingarbugliate e districare faccende complicate, anche se non capivo mai bene se erano gli altri ad essere ingarbugliati o lui stesso, però le mie cose di casa le risolveva come se fossero facili, almeno ai miei occhi. Mentre ricordavo e riflettevo su queste cose, sentivo che in quel momento era più nei guai lui di me e che non potevo nè aiutarlo, nè chiedergli nulla, dovevo fare da sola, così ho chiesto il favore ad altri amici che sono venuti a sistemarne l'estetica e il funzionamento.

Finalmente, quando entro in casa, mi piace di nuovo la parete, senza buchi e con i fili aggrovigliati che escono, le chiazze e il citofono vecchio e fuori contesto. Ora è tutto ricoperto e ripulito ed in colori neutri e delicati come il resto della casa. Ero davvero orgogliosa di me, ma un po' triste di non poterlo condividere con il folletto imprigionato. Facevo le fotografie senza poterle inviare... ma poi ho pensato che ho il mio angolo di casa virtuale dove posso pubblicare i progressi della mia nuova casetta reale!

Citofono prima e citofono con muro ridipinto dopo: 



Avevo anche i mobili della cucina da ridipingere. Erano grigi e rossi, e volevo tenere solo le parti grigie e sbiancare e togliere i rossi. Sinceramente non mi piacciono i colori accesi nelle parti fisse della casa: mi annoio molto facilmente e voglio avere la libertà di modificare i colori delle lenzuola, delle federe, delle tovaglie e delle cose molto mobili senza vincoli con gli accostamenti.

Ci sono regole di buon gusto che riguardano l'abbigliamento, se si vuole essere eleganti:  bisogna vestirsi con tre, quattro colori al massimo, di cui due neutri e uno o due quasi liberi. E anche in ciò le cose non sono matematiche e semplici: non tutti i colori neutri stanno bene fra di loro: per esempio il nero con il marrone scuro, così come non tutti i colori "colorati" stanno bene con i neutri: per esempio il blu con il nero.
Lo stesso principio dei colori vale per l'arredamento.
Comunque il buon gusto è un fattore molto istintivo ed innato e ci sono tante persone che senza aver mai studiato moda o arredamento, arredano e si vestono con stile armonioso. Non serve avere capi firmati o mobili di lusso per rendere una casa bella, se poi non si sanno accostare materiali, stili e colori.

Io per casa mia ho scelto le tonalità del tortora, del bianco/avorio per i muri e bianco ed olmo per i mobili. Trovo questi colori semplici, delicati, intimi ed eleganti, un po' retrò. Ma siccome sono anche una ragazza tecnologica e razionale, ho mischiato con mobili lineari, quasi minimal, solo qua e là qualche pezzo o rifinitura non troppo geometrica. Lo so che rischio di confondere, ma io mi sento contemporaneamente pure frou frou e frivola, solo che queste cose le riservo per i tessuti, i cuscini, le tende, i drappeggi. Se si sanno dosare le cose, queste caratteristiche differenti stanno benissimo assieme. Ma è ancor più necessario legare con le tinte. 

L'unico colore forte rimasto, dopo che avevo tolto il rosso delle mascherine delle prese elettriche e il giallo e l'arancione dai muri, era quello delle ante superiori della cucina.
Ora finalmente non lo sono più!

Come mi sarebbe piaciuto farmi aiutare dal folletto a rimontarle, eravamo in due ragazze sotto il metro e sessanta ad avvitare e a trafficare, lui avrebbe fatto in un attimo e non avrebbe passato il tempo in punta di piedi a sospirare per quanto fossero pesanti. Ma sono contenta di esserci riuscite, alla fine è stato anche divertente e ho imparato tante cose nuove; per esempio ora so cosa è una vite spanata... ho scoperto che esitono dei trapani che sono anche avvitatori, cambiando solo la punta! Ho imparato a cambiare i colori ai mobili: adesso conosco i negozi dove vendono il materiale adatto, cercando su internert la marca delle vernici e i rivenditori in zona, so quali attrezzi usare e come usarli: ho guardato la ragazza all'opera mentre correggeva e ritoccava e in seguito ho anche corretto da sola alcune sue imperfezioni. Dopo tutto avevo sempre ottenuto il massimo dei voti in artistica, disegno e pittura; a scuola progettavamo le fantasie per i tessuti e li realizzavamo pure, e il laboratorio di Pittura su stoffa era molto incasinato, ho lavorato con un sacco di tecniche, che ci voleva a colorare e ad uniformare con un rullo un mobile? Cambiava solo la superficie e l'arnese, ed era pure tutto in tinta unita!

Ecco com'era la casa in vendita: più vivace e colorata, ma non rispecchiava me:


Ora è diventata così... ho un metodo molto semplice per non perdere troppo tempo a riordinare: mettere tutto negli armadi e nei cassetti, si vede? Un'altra cartolina per il folletto magico!



Adesso passiamo agli ultimi cambiamenti effettuati da me... le tende!
Allora: io volevo per la camera le tende che partono dall'alto, per coprire lo scatolotto della tapparella, volevo l'effetto "velo su velo", doppi strati, volevo i drappeggi per ammorbidire le linee semplici e lineari dei mobili... non mi piacciono i ghirigori ma qualche accenno e capriccio femminile qua e là sì...
La grossa fatica è stata capire quale bastone andasse: perché i miei soffitti sono isolati e quindi ribassati,  in cartongesso. Avevo chiesto un preventivo in un negozio di tende veramente, veramente, ma veramente lussuoso, al di fuori dalla mia portata, non posso dire quanto, ma posso dire che mi sarebbe costato più del mio Selmer Mark VII! Orco! Per una finestra sola... se siete curiosi di sapere il prezzo giusto ed il negozio ve lo dico in privato, ih ihi ih...

Gli altri negozi erano chiusi per le ferie, e siccome ero in giro e non volevo darmi per vinta tornando a casa con nulla di fatto, ho pensato di iniziare almeno a fare le tende nella zona giorno... alla fine le ho fatte per tutta la casa, tranne il bagno.

L'intenzione non era di mettere le tende a vetro anche nella zona notte, ma avevo sbagliato con la lunghezza dei bastoni per le finestre in sala, che invece andavano bene in camera, e avevo sbagliato pure a prendere le tende per la cucina, che erano troppo strette ma stavano bene in camera. Alla fine, per non buttare e cambiare, ho preso i bastoni per la sala e la tenda per la cucina correggendo le misure.
Non avevo neanche intenzione di prenderle bianche, ma erano quelle scontate al 20%... e neppure di metterci le calamite decorative, non avevo alcuna idea in merito, visto che in vita mia non ho mai arredato con le tende. Le calamite sono state una necessità per accorciarle senza fatica. Alla fine ne è venuto fuori questo:

La zona giorno:


Le tende della sala e della cucina:



La cameretta della principessa (che sarei io):



Beh, che dire: pensavo che in camera le avrei tenute a vetro temporanemante ma inaspettatamente mi piacciono così: sono facili da togliere, cambiare, lavare e non devo aspettare nessuno per farmi aiutare. Poi considerando che sono allergica alla polvere e mi stufo facilmente, queste sono la soluzione migliore, sia per lavarle che cambiare modello frequentemente.

Mi piace quando da delle difficoltà ne esco con cose positive e la sistemazione, gli intoppi e i compromessi che mi sta facendo fare il mio rifugio mi sta insegnando questo. Mi piaccio ogni volta che imparo qualcosa: ho imparato a prendere le misure delle finestre e a regolarmi con i centimetri in più delle tende.

La mia casa non è proprio una banale casa, come tutte le altre: è un castello, perché vivo ai piani alti senza ascensore e quando arrivo in cima, mi sento veramente in una torre: è talmente faticoso salirci per gli altri (io non ho problemi a saltellare fin lassù) che mi piace fantasticare che solo chi ci tiene a me, ed è prode e coraggioso mi cerca. Addirittura la signora del comune che era venuta a controllare per darmi la residenza, si era fermata sui gradini ansimando, nonostante il mio invito a salire, dicendo che andava bene così.

Io sono la principessa nella torre e mi diverto con un incantesimo a trasformarmi in provetto imbianchino, esperto  tappezziere, magica fatina delle pulizie  per rendere accoglienti e brillanti le mie dimore lassù in cima. 
Grazie ai doni magici del folletto rosso che mi ha permesso di realizzare tutto questo: è sempre stato un mio sogno che da sola sarebbe stato irrealizzabile.
Ma vorrei tanto che con un'altra magia entrasse nelle cartoline per vedere e toccare i tessuti d'avorio e i miei nuovi desideri.



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