mercoledì 30 aprile 2014

Tana

Sento gli uccellini che cantano... e sento anche il temporale forte ed imperioso qui fuori. E allora mi domando: dove stanno gli uccellini? Sotto la pioggia? Sotto il tetto? Perché li sento cosí bene?
Tuoni e lampi che spaccano il cielo, come adoravo questo tempo da bambina! Qui sotto le coperte al caldo ascolto questo suono, lo stesso di tanti anni fa.
Pioggia che cade e cinguettii vivaci dai ritmi serrati. Strana la natura, forte il vento che agita i rami di primavera.
Cosa fanno gli animali quando fa freddo e scende e scende l'acqua? Tutti questi canti vivaci che si mescolano al pianto cosa dicono...
Da dove vengono, dove vanno?
Acqua contro i vetri. Lampi che per qualche secondo rischiarano qua dentro.
Mentre il mondo prosegue, mentre gli uccellini invocano la vita, io mi nascondo qui sotto nel buio ed aspetto nel sonno il mio domani.
 
 
 

martedì 29 aprile 2014

Alfabeto

A, B, C
Le prime lettere. Comincia da qui.

Impugna una penna, traccia tremante i primi segni. E si comunica.
Si mandano parole d'amore, frasi per scherzare insieme, per riempire le distanze e il tempo.
Scrivere.
Per chiarire, per dire cose che a voce pare difficile, ma non sempre scrivere é la soluzione migliore.
A volte no.
E poi c'è il silenzio, il vuoto, il nulla.
Questa è la piú potente.
Il silenzio a volte è cosí assordante che mi stringe il cuore.
Lancinante sotto le costole.
Tappa le orecchie e dentro di te, nel bianco, per non smarrirti, ricordati.
 
A, B, C.
Coraggio.
 
 
 
 

sabato 26 aprile 2014

Pensierino positivo

Essere positivi significa tante cose, spesso lo si consiglia ma non si spiega bene come fare. Magari un giorno, magari da una tastiera normale, approfondirò i miei pensieri.
Tanti credono che essere positivi significhi pensare sempre per il meglio. Eppure io mi ritengo abbastanza positiva ma non penso sempre per il meglio, piuttosto, tendo al realismo scientifico: non si può essere ottusamente ottimisti se i dati alla mano sono negativi o incerti, servono elementi concreti. Se per ogni azione corrisponde una reazione, essere pessimisti o ottimisti per partito preso, vuol dire non essere capaci di leggere le azioni.
Piuttosto, il mio "positivismo" riguarda due modi di comportarsi che nessuno mi ha insegnato. Sono cosí dalla nascita.

Il primo ingrediente è il menefreghismo. Se tutti si preoccupano per le conseguenze e/o per la reputazione, io me ne frego. Per me, se in qualsiasi situazione  nessuno muore o si fa male, vuol dire che è andata bene.
La cosa strana è che sono cresciuta con una madre che è l'opposto di me. É sempre preoccupata di tutto e di quello che pensano gli altri, chissà poverina come deve essere stato per lei avere a che fare con una figlioletta che proseguiva allegramente, contenta solo di essere notata, bene o male non importa. L'unica cosa che ritenevo davvero importante delle chiacchiere sul mio conto, era che si ricordassero di dire che sono carina esteticamente. Per il resto tutto ok.

Il secondo ingrediente è l'arte di capovolgere le situazioni negative a mio vantaggio. 
Nessuno è piú abile di me. A volte, quasi quasi mi piacciono le sfide per tirare fuori il mio ingegno scientifico e la mia fantasia artistica per pensare a delle soluzioni.

Comunque scrivere da uno smartphone è difficoltoso e stamattina concludo, svelando come mai mi è venuto in mente di scrivere questo post.
Ho passato una notte insonne, come le ultime notti da lunedí, a causa della continua tosse, e sono crollata dal sonno solo per sfinimento.
Ma sono pure dei giorni che a furia di tossire mi sto facendo gli addominali, ho sempre i muscoli della pancia in tensione, che è meglio di una palestra insomma. Questa mattina mi sono svegliata e, gettando un'occhiata sotto il seno, ne ho visto gli effetti e tutto il fastidio del sonno e della tosse mi è passato e ho sorriso contenta.

Non che mi piaccia avere la tosse ma... che figata accidenti! 
Cosí alla fine comincia la giornata con un pensiero positivo dovuto alla tosse.

Che bel pancino che ho!



venerdì 25 aprile 2014

Tavolozza




Luci spente. Qui. Tre finestre sul cielo di sera. Lievi annunci di pioggia il suono che mi giunge. La campana suona, rintocca. Si fa buio. Dov'è la ragazzetta mondana che scalpitava per non stare a casa. 
C'è spazio qui. Anima vagabonda mia. Spazio per stare restare un po', pezzetto di mondo.
Il soffitto bianco senza lampade e strano silenzio. Fuori.

Che buio. Intravedo rami dalla finestra. Fuori. Il sole già lieve non c'è piú.
Primi lampioni qualche stella.
Ma io sono qui e tutto è fermo in questo istante.
Mentre fuori il mondo va avanti.

Il mondo va avanti, la gente cosa fa. La gente piange e ride e si ama e si odia e si abbraccia e si ammazza.
Questa sera fuori.
Questa sera ora.

Questa sera senza di me.



Domenica 27 aprile 2014


 
 
Presenti nel pomeriggio anche i Fun 4 Phan in trio e con la banda "Giuseppe Verdi" di Castel Mella.
 
INFO


 

martedì 22 aprile 2014

Terza settimana

Scrivo dall'applicazione di Blogger, col cellulare. Oramai non scrivo sul blog da un pc da quando sono qui. Non che io sia sprovvista di un computer e una connessione, per questioni lavorative li ho sempre a disposizione, ma quando entro in questa stanza non ho voglia di guardare un monitor, e per il lavoro mi sono sempre connessa dal pc di mia madre, la mattina quando torno ancora dai miei per esercitarmi.
La prima settimana, mi sono ammalata di venerdí e ho dormito nella mia vecchia cameretta, con gioia e cure di mia madre. Il giorno dopo, sebbene non stessi del tutto bene, ma in via di ripresa, ho annunciato: "Torno di lá a dormire".
La seconda settimana sono stata bene, ma nella terza mi sono ammalata il lunedí di Pasquetta, e di nuovo sono tornata dai miei a dormire, nella mia cameretta ancora intatta, con il letto e gli stessi mobili al loro posto, solamente un po' svuotati del contenuto. Ho passato la notte accaldata col profumo di menta nella stanza, sono andata a dormire dopo una tazza di latte caldo col miele. E oggi dopo cena ho annunciato: "Torno a casa mia".
Casa mia. Eccomi qua. Un bel po' piú piccola, tutta su un unico piano. Con un solo bagno, con soli quattro posti a tavola. Senza ancora lavatrice, col frigo ancora staccato, perché tanto sono sempre in giro e ci scadrebbero un paio di yogurt o una busta di insalata. Ma ha tante finestre ed è la mia prima indipendenza.
Il mio primo tentativo.
Molte cose, non so come funzionano, cerco di fare del mio meglio, spero di riuscirci.
Non sono del tutto guarita, col naso tappato, la tosse e un po' di stanchezza. Ma anche se da sola, anche se dovrò arrangiarmi se non starò bene, questa notte è qui che voglio stare, a casa mia.



domenica 20 aprile 2014

Il vento

 



Mi è sempre piaciuta quella frase famosa di Jim Morrison:
"Chiudi gli occhi e racconta la tua storia, l'oscurità del cielo sarà pronto ad ascoltare".
Ma stasera sono io che ascolto il vento che, ululante qui fuori, agita gli alberi e le mie finestre. Grida, piange, si lamenta, mi chiama. Mi vuole dire qualcosa.
Questa notte sono io l'oscurità del cielo che tende le mani e coglie le parole.
 
Ti ascolto.



 

mercoledì 16 aprile 2014

Quiete

 


Vedevo me, in una grande villa illuminata da alte finestre affacciate sul mare. Sentivo il silenzio, e nella quiete le onde infrangersi sulla costa e i gabbiani sfrecciare nel terso e carico azzurro del cielo.
Vedevo me cosí, immersa nella musica e nelle letture bagnata dalla luce del sole. Proprio come oggi.
É questo il mio cuore che batte, è questo il mio quadro. Queste le mie risposte.
La mia piccola grande quiete.



 

domenica 13 aprile 2014

Domani

Vivere da soli è una bella novità.
Si possono lasciare le cose in giro, sicuri di ritrovarli di nuovo lí. Si può girare nudi, dopo aver tirato le tende; si può fare a meno di chiudersi a chiave in bagno. Posso fare la spesa al supermercato e sentirmi tranquilla, perché non c'è bisogno che mangi tutto subito o debba nascondere cioccolatini, banane, budini e gelati prima che spariscano.
Si può parlare al telefono senza la preoccupazione che gli altri in casa sentano. Si possono disporre le cose come e dove piace.
E soprattutto, finalmente, ho la casa ordinata!
Però se hai fame devi andare tu ai fornelli, se ti senti solo è perché sei solo per davvero. Se c'è la sporco da buttare o ci sono i lavori di casa da fare, non puoi delegare. Devi arrangiarti.
C'è l'affito e ci sono le bollette da gestire completamente da sola.
Se non c'è piú niente da mangiare devi per forza andare a fare la spesa. Se non hai voglia di lavare i piatti e lasci la roba sporca nel lavello, non puoi sperare di ritrovarla magicamente lavata la volta dopo.
Se hai la febbre o stai male nessuno viene al tuo letto. Ti devi alzare da sola.
Mi ci devo abituare.
Anche gli altri non si sono ancora abituati. Dopotutto, è passata una sola settimana...
Io che sono cresciuta in una famiglia numerosa, che ho paura delle stanze vuote. Che mi piace parlare.
Ma si cresce. Crescerò anch'io.
 
Buonanotte.



 

Attimo

Se mi siedo qui, mi sembra che sia come in passato. Ma non è cosí.
Ci posso stare finchè non mi mandano via.
Se mi siedo qui e penso, il tempo scorre illudendo l'attesa e il ritardo.
La gente passa in questa giornata cocente, ma all'ombra fa freddo.
Se mi siedo qui e osservo, i volti non son piú gli stessi, i vestiti non sono piú gli stessi.

Ora mi devo alzare.








Mela cotta

Le mele non mi sono mai piaciute, ma una mela al giorno leva il medico di torno.
Cuocerle è una buona soluzione, diventano morbide e scivolano giú senza doverle masticare. E del liquido bollente, versarlo in una tazza con un po' di zucchero.
Buono.


 

sabato 12 aprile 2014

Attese

Buonanotte al mondo. E il grande sonno arriverà per tutti.
Questo è solo il piccolo sonno.
Fra quanto tempo.



 

venerdì 11 aprile 2014

Non c'è



Crollano dal peso, pulsa dalle lacerazioni. Cantano nel buio. Parte nel silenzio.
Non c'è, non si ricorda. Non vuole domani.
Una morsa.



martedì 8 aprile 2014

Viola

La corrente. Blu. Un dito, un punto, le acque deviano.
Blu e nero, e trasparente e azzurro.
Ghiaccio.
Capelli color tiziano fluttuano ondulati. Le palpebre chiuse chissà. Le labbra.
Blu.
E le vesti attaccate al corpo impuro.
La corrente. Rossa.
Tintinna. Sgorga. Linfa vitale che abbandona, i seni scoperti con le punte rosse.
Si riversa, diluisce, sparisce.
Non trovo un senso. Non trovo un nesso. Si incontrano.
Nessuno sa dirmi.
Cadesse ora, un immenso sonno.