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Visualizzazione dei post da marzo, 2017

Nel rosso

In una danza di coppia, di solito funziona così:  ci si allontana, per poi tornare vicini.  Si fa qualche passo insieme e qualcuno per conto proprio.  E' l'uomo che sostiene la donna, che a sua volta, con la sua presenza, sostiene l'uomo.  Per questo lo spettacolo è bello da vedere.  Un ballo non è sensuale o complice con la sola coreografia, è l'intesa fra i ballerini che lo crea: sono lo sguardo e il pensiero, il  battito che il pubblico può percepire o indovinare, ma non conoscere a fondo.  Per tutta la danza però vi è sempre la musica ad unire l'arte, con un ritmo suadente, il vorticare fra luci, ombre e colori, fino all'ultimo respiro che riunisce le due metà.  Una danza non può funzionare se i ballerini non sanno allontanarsi e riavvicinarsi. Quando il sipario cala, il pubblico applaude, la musica svanisce, le luci carezzano l'intimità del silenzio... rimane una tenda rossa.

Thasala e basta

Quando una persona nuova mi conosce e dopo un po' sa che suono, la prima curiosità che mi viene richiesta é: "Suoni in qualche gruppo?" A me questa domanda sembra bizzarra, chissà perché, ma forse sono io ad esserlo. Cosa bisognerebbe rispondere? La risposta giusta per me è: "Collaboro con delle persone". Sapete come mi sento? Come un attore indipendente che viene ingaggiato in qualche spettacolo di teatro o film a chiamata, cioè con una scadenza temporale, e prende una paga per quel progetto. Ma di fatto non è e non vuole essere etichettato come parte di nessun nome, nessun telefilm e compagnia teatrale in particolare. Ecco: sebbene musicalmente, io sono così, non sono legata a nessuno. Sono Thasala e basta, e non: "Thasala, quella di..." Io collaboro con alcune persone e, per periodi più o meno lunghi, suono in formazioni, ma fondamentalmente sono sola. Non suono per la gloria, non mi interessava da piccola, ora che ho poco tempo a...