venerdì 31 agosto 2018

Gola


Caro diario,

É stato bello il matrimonio di oggi, niente ritardi, ho suonato al mio solito aperitivo e alle 19 avevo già finito. Mi sono fermata a cena e poi sono arrivata a casa prima delle 21. Con un tempo cupo fuori ma in casa bellissimo.
Ho mangiato risotto e tagliatelle fresche, però ho ancora fame, mi sarei mangiata almeno tre di quei risotti lì.

***

Io ho fame!

***

Ho voglia di tagliatelle con gorgonzola.
Pizza con gorgonzola e noci
Pasta con burro e grana.
Lasagne con spinaci e besciamella.
Riso con formaggio.

Uff.

Qualcosa con i funghi.
I funghi sono come l'olio e il formaggio, stanno bene dappertutto.

***




- Io ho voglia -

lunedì 27 agosto 2018

Amuleto

I momenti migliori in cui riuscivo a farti forza erano quando non mi accorgevo che eri a disagio ed ero contenta e felice delle situazioni. Più avanti mi dicesti che fu proprio quel mio naturale atteggiamento a rasserenarti. Ho ritrovato una vecchissima email in cui ti scrivevo che per aiutarti, avrei cercato di proseguire senza abbattermi e fare della mia vita una cosa bella, anche senza di te, ma anche per te, perché io so che quello che desideri fortemente é vedermi sorridere.
Per questo ti scrivo per dirti che sono fiduciosa del futuro e sto bene: ho tante cose belle da fare e quest'anno, senza cavilli burocratici per la casa e le lunghe ed estenuanti lezioni in conservatorio... le ore di studio e i tanti esami... potrò finalmente dedicarmi alle cose che amo e che anche tu ami.
Questa mattina, per esempio, mi sono svegliata alla 6, sono balzata giù dal letto quasi subito e ho suonato il pianoforte fino le 7:30. Dopo un piccolo riposo ho ripreso a studiare le materie per il concorso (avevo interrotto per dei giorni), poi ho studiato un po' di sax, un po'  di clarinetto... Sì lo so che il clarinetto assolutamente non lo ami, era per dire che quando sto bene ho voglia di suonare ed imparare brani nuovi.
La sera, davanti alle tele, quando non esco, strimpello (male) la chitarra e sono orgogliosa persino dei dolorosi calli che mi si stanno formando.

Questo pomeriggio vado a farmi fare un po'  di preventivi per i lavoretti per la casa, la stagione sta cambiando e mi infonde nuove energie e nuove prospettive: la cosa bella del mio lavoro nelle accademie e scuole, é che ad ogni anno scolastico si riparte da zero e non si sa bene cosa possa aspettarmi.

Ho voglia di riprendere le prove col duo Eritha, di fare video e registrazioni, concerti, eventi. Ho voglia di ridere e sperare sempre in meglio. Sono contenta perché quest'anno, con le mie difficoltà, ho riscoperto tante nuove amicizie che non hanno perso tempo a starmi vicino e a sorreggermi: non sono sola. Mi piace uscire, chiacchierare  viaggiare, passeggiare. Sarà un bell'inverno. Tante amicizie e momenti di serenità e piccole avventure. 



Guarda: la porto sempre con me a mo' di ciondolo. La metto anche per farmi la doccia e adesso ha perso le scritte... mi dispiace tantissimo ma, per fortuna, una foto mi é rimasta come ricordo. Credo abbia dei poteri sovrannaturali: una volta l'ho messa nella stessa foderina con dentro l'immagine di Siddharta ed ero tranquilla che lui ti stesse accanto. Quando ho la tachicardia la metto sul petto,  la stringo forte forte al pugno e un po'  mi calma.
É il mio ciondolo preferito.
Mi chiedono sempre cos'è ed io rispondo che é un amuleto. É un amuleto e funziona in bene per davvero!
Una volta usavo la targhetta come portachiavi, ma credo che piaccia più anche a te dove sta lì ora. Al caldo, al morbido, protetto.
Ti proteggo. Grande e grosso come sei... sei pure più vecchio. Ma io continuo a vederti come un bambinone timido.
Che divertente fare l'impertinente con te, mi diverto sempre un sacco a stuzzicare le persone. Era bello vederti spensierato e sorridente.

Pensami forte e serena e sorridi anche oggi.
Ma sorridi anche col cuore e gli occhi. Gli occhi blu belli.
Ti abbraccio.



sabato 25 agosto 2018

1+1 deve fare 2.

Le 02:00 circa, nella notte del 17 agosto 2018. Da casa mia. Quando eri nei casini.
Prima di quel mattino.
Io c'ero.


mercoledì 22 agosto 2018

Reginetta della torre (cartoline)

I miei genitori mi hanno chiamata "Regina", ma io a volte mi declasso a "Principessa", un po' per eccesso di umiltà (è il mio peggior difetto) un po' perché le Regine hanno troppe incombenze che a me non interessano: devono governare il Regno, dare ordini, prendere decisioni, comandare, farsi gli affari del popolo, farsi rispettare e dettare legge. Invece le principesse si preoccupano di farsi belle, vestirsi bene, raffinare l'educazione e le buone maniere, socializzare, farsi gli affari propri e possono occupare il tempo con le amiche, con i divertimenti e la bellezza, suonando sotto le luci colorate che illuminano per godersi il pubblico adorante e gli applausi.

La mia piccola torre diventa sempre più graziosa ed armoniosa: ho scelto le lampade da mettere nella zona giorno. Ci ho riflettuto e guardato a lungo, perché essendo un grande open space, devo metterne quattro che leghino la cucina, la sala, lo studio e l'ingresso, al tempo stesso devono riflettere la mia mente e armonizzare con l'arredamento. In più, tutto questo deve pure tener conto del soffitto in cartongesso. 
Ho visto diversi lampadari che mi piacevano ma pesavano troppo, e il mio paggio che si occuperà del fissaggio mi ha dato istruzioni precise sul peso che posso permettermi.

Alla fine ho optato per quattro semplicissime e bellissime bolle trasparenti in vetro a sospensione, che regolerò ad altezze diverse: la lampadina interna sarà anch'essa grossa e rotonda, creando un effetto "bolla dentro bolla". La sensazione di entrare nella mia torre sarà quella di avere delle bolle di sapone luminose e magiche sospese sulla testa in un grande ambiente già chiaro e arioso di suo.
Saranno stupende con il tavolo in vetro e acciaio e le sedie trasparenti e renderanno ancora più leggera e incantata la mia favola.
Siccome ho ancora diverse cose di cui occuparmi e che richiedono la precedenza, per ora lascio in sospeso, ma sono contentissima di aver finalmente deciso dopo tanto girare. 

Invece, quello che ho fatto subito, è comprare il mobile basso divisore "double-face". Sono belli gli spazi aperti, ma mi piace delimitare l'ingresso per rendere più intima la zona dove suono, studio, scrivo, cucino, mangio, ospito gli amici, pur lasciando passare la luce e mantenere la stanza aperta.

A me piaceva da tempo il modello Kallax dell'Ikea, mi piaceva così tanto che, ogni volta che lo vedevo, mi scervellavo per trovare un modo di inserirlo nell'arredamento, pur non avendone bisogno, e finalmente il modo l'ho trovato!
Credevo di non riuscire a fare tutto da sola: ma le difficoltà aguzzano l'ingegno e sono riuscita a portare il mobile (da montare) da 30 kg in casa, scartando il cartone in macchina e portando su un pezzo per volta. L'ho montato tutto da sola, e ne sono tanto, tanto, tanto orgogliosa! Lo devo ancora allestire ma sarà un amore:




Il modello è quello bianco lucido e i contenitori sono spaziosi e funzionali. E adesso ho un comodo muretto su cui appoggiare le chiavi e magari una lampada calda e soffusa pronta ad accogliermi al ritorno. 

Fin ora non ho ancora scelto i quadri, perché le disposizioni non sono definitive e mancano ancora tanti pezzi, ma adesso che ho deciso quali mobili rimarranno stabilmente, sto incominciando a disegnarli nella mente: i miei quadri saranno unici, non delle stampe in commercio che hanno in tanti. Saranno fotografie, riquadri di ricordi di petali di fiori e fantasie. Disegni, storie ed acquerelli miei. Saranno magari meno belli di quelli pronti in vendita, ma non li potrà mai avere nessun altro.

L'altra bella novità è, dopo il nuovo indirizzo per la patente, quello per la tessera elettorale.



Il giorno in cui arrivò la lettera con la modifica di residenza per la patente, mi ricordai solo della bella avventura in corso. Ma questa volta è diverso: questo indirizzo è sé stesso un'altra nuova avventura. Cambio di seggio, cambio di scuola dove andrò a votare, cambio di abitudini.
Una volta, nel giorno del voto, andavo a pranzo dai miei e poi tutti insieme ci recavamo al seggio. Da oggi in poi dovrò andare da sola in un posto sconosciuto e sono emozionata dalle novità, mi piace scoprire cose che non conoscevo.

Devo cercare le mensole da mettere sulla parete sotto il climatizzatore e ideare il mobile su misura da inserire nella nicchia. A settembre verranno a mettermi le inferriate e le grate. 

Le accademie e le scuole scoppiano di progetti e mi pregusto un nuovo inverno di lavoro e poi tornare nella nuova casa su misura.
Arredare, scegliere, decidere, progettare, vedere a poco a poco formarsi le stanze e assemblare i pezzi cercati e scovati da disparate parti è bellissimo, ho sempre adorato inventare gli ambienti e poterli abbellire. 

La mia torre è una fiaba diversa dalle altre, perché non ci sono antagonisti e streghe cattive. Il mio criterio di selezione è puramente estetico e tutte le cose e i personaggi che vi entrano sono belli da vedere: la mia amica Biancaneve, dalla pelle lattea e i capelli corvini, la pianista con gli occhioni verdi, che si trasforma in donna di legge quando smette di suonare, il bellissimo principe irlandese dagli occhi blu, le spalle larghe e l'arcata sopraccigliare mascolina. Ely, la fatina che parla con i piccioni, le gnomette gemelle, l'attrice bionda dai tanti sogni e la testa fra le nuvole. Qui entrano la musica e l'armonia, l'arte e il buon umore, mentre i soggetti brutti e sgraziati non sono inclusi nella mia fiaba.


Non vedo l'ora che arrivi settembre, quando torneranno "l'attacca-mensole", "l'attacca lampade", il falegname per la nicchia e il signore delle inferriate per cominciare i nuovi lavori. Dopo questi incantesimi rimarrò un po' a corto di magia. Ma a settembre mi trasformo in maestra, di giorno, e con la mia bacchetta compirò incantesimi con tante note musicali che mi porteranno altra nuova magia.

Pubblicherò ancora cartoline.




giovedì 16 agosto 2018

Principessa nella torre (cartoline)

Un sabato mattina, dopo giorni di chiusura in me stessa, mi sono svegliata e ho mandato un sms a mia sorella per chiederle di prestarmi la scala. In poche ore ero andata a prendere la scala, caricata ad incastro sulla 500 e trasportata col baule aperto, portata su in casa mia, avevo comprato la vernice, fatto il cambio della vernice precedente presa per errore, acquistato lo stucco, la carta adesiva... ho pranzato fra una spennellata e una stuccatura e il ciaccolare della televisione, le chiazze bianche e beige di vernice addosso, su e giù per quei gradini argentati, per sistemare il pezzo di parete rovinato, dopo che avevo fatto cambiare il climatizzatore. Avevo chiesto aiuto all'imbianchino ma si era dimenticato di rispondermi. Non avevo mai dipinto muri in vita mia, ma dopotutto credo di aver fatto un buon lavoro.



Presa bene dalle mie inaspettate capacità di usare il pennello sui muri, una sera,  mentre guardavo un giallo in televisione, ho deciso che potevo riflettere su chi fosse l'assassino mentre sistemavo l'altro pezzo di parete che, in seguito ad errori di gradazione, si era ridotto a due o tre colori di sfumature nel tentativo di coprire la nuova mascherina che nasconde i cavi.
Mi armai di pezzi di scotch di carta, pennello, rullo, giornali e la stessa vernice tortora e incominciai. Naturalmente indovinai chi era l'assassino nonostante questa impegnativa attività.
Rimaneva il brutto citofono originale arancione e sporco che mi era rimasto dai precedenti inquilini.

Una notte di qualche giorno dopo - erano le due - non riuscivo a dormire, così da internet ho scaricato le istruzioni per cambiare quel modello di citofono: non era difficile smontare e rimontare, l'unico grande problema erano i cavi. Così, dopo aver aperto ed ispezionato, ho richiuso tutto e rimesso a posto.
Non so cosa ho fatto però, perchè in seguito, chiunque citofonasse non riusciava a raggiungermi, io non sentivo mai nulla e dovevano telefonarmi. 

Ogni volta che lo guardavo, mi fermavo a fissarlo e ad aspettare che il mio folletto magico dai capelli rossi corresse in mio aiuto, come faceva di solito quando mi incasinavo con i lavori di casa. Lui risolveva sempre tutto fra una corsa e l'altra, mentre si divideva ovunque per salvare e correggere mille altre persone ingarbugliate e districare faccende complicate, anche se non capivo mai bene se erano gli altri ad essere ingarbugliati o lui stesso, però le mie cose di casa le risolveva come se fossero facili, almeno ai miei occhi. Mentre ricordavo e riflettevo su queste cose, sentivo che in quel momento era più nei guai lui di me e che non potevo nè aiutarlo, nè chiedergli nulla, dovevo fare da sola, così ho chiesto il favore ad altri amici che sono venuti a sistemarne l'estetica e il funzionamento.

Finalmente, quando entro in casa, mi piace di nuovo la parete, senza buchi e con i fili aggrovigliati che escono, le chiazze e il citofono vecchio e fuori contesto. Ora è tutto ricoperto e ripulito ed in colori neutri e delicati come il resto della casa. Ero davvero orgogliosa di me, ma un po' triste di non poterlo condividere con il folletto imprigionato. Facevo le fotografie senza poterle inviare... ma poi ho pensato che ho il mio angolo di casa virtuale dove posso pubblicare i progressi della mia nuova casetta reale!

Citofono prima e citofono con muro ridipinto dopo: 



Avevo anche i mobili della cucina da ridipingere. Erano grigi e rossi, e volevo tenere solo le parti grigie e sbiancare e togliere i rossi. Sinceramente non mi piacciono i colori accesi nelle parti fisse della casa: mi annoio molto facilmente e voglio avere la libertà di modificare i colori delle lenzuola, delle federe, delle tovaglie e delle cose molto mobili senza vincoli con gli accostamenti.

Ci sono regole di buon gusto che riguardano l'abbigliamento, se si vuole essere eleganti:  bisogna vestirsi con tre, quattro colori al massimo, di cui due neutri e uno o due quasi liberi. E anche in ciò le cose non sono matematiche e semplici: non tutti i colori neutri stanno bene fra di loro: per esempio il nero con il marrone scuro, così come non tutti i colori "colorati" stanno bene con i neutri: per esempio il blu con il nero.
Lo stesso principio dei colori vale per l'arredamento.
Comunque il buon gusto è un fattore molto istintivo ed innato e ci sono tante persone che senza aver mai studiato moda o arredamento, arredano e si vestono con stile armonioso. Non serve avere capi firmati o mobili di lusso per rendere una casa bella, se poi non si sanno accostare materiali, stili e colori.

Io per casa mia ho scelto le tonalità del tortora, del bianco/avorio per i muri e bianco ed olmo per i mobili. Trovo questi colori semplici, delicati, intimi ed eleganti, un po' retrò. Ma siccome sono anche una ragazza tecnologica e razionale, ho mischiato con mobili lineari, quasi minimal, solo qua e là qualche pezzo o rifinitura non troppo geometrica. Lo so che rischio di confondere, ma io mi sento contemporaneamente pure frou frou e frivola, solo che queste cose le riservo per i tessuti, i cuscini, le tende, i drappeggi. Se si sanno dosare le cose, queste caratteristiche differenti stanno benissimo assieme. Ma è ancor più necessario legare con le tinte. 

L'unico colore forte rimasto, dopo che avevo tolto il rosso delle mascherine delle prese elettriche e il giallo e l'arancione dai muri, era quello delle ante superiori della cucina.
Ora finalmente non lo sono più!

Come mi sarebbe piaciuto farmi aiutare dal folletto a rimontarle, eravamo in due ragazze sotto il metro e sessanta ad avvitare e a trafficare, lui avrebbe fatto in un attimo e non avrebbe passato il tempo in punta di piedi a sospirare per quanto fossero pesanti. Ma sono contenta di esserci riuscite, alla fine è stato anche divertente e ho imparato tante cose nuove; per esempio ora so cosa è una vite spanata... ho scoperto che esitono dei trapani che sono anche avvitatori, cambiando solo la punta! Ho imparato a cambiare i colori ai mobili: adesso conosco i negozi dove vendono il materiale adatto, cercando su internert la marca delle vernici e i rivenditori in zona, so quali attrezzi usare e come usarli: ho guardato la ragazza all'opera mentre correggeva e ritoccava e in seguito ho anche corretto da sola alcune sue imperfezioni. Dopo tutto avevo sempre ottenuto il massimo dei voti in artistica, disegno e pittura; a scuola progettavamo le fantasie per i tessuti e li realizzavamo pure, e il laboratorio di Pittura su stoffa era molto incasinato, ho lavorato con un sacco di tecniche, che ci voleva a colorare e ad uniformare con un rullo un mobile? Cambiava solo la superficie e l'arnese, ed era pure tutto in tinta unita!

Ecco com'era la casa in vendita: più vivace e colorata, ma non rispecchiava me:


Ora è diventata così... ho un metodo molto semplice per non perdere troppo tempo a riordinare: mettere tutto negli armadi e nei cassetti, si vede? Un'altra cartolina per il folletto magico!



Adesso passiamo agli ultimi cambiamenti effettuati da me... le tende!
Allora: io volevo per la camera le tende che partono dall'alto, per coprire lo scatolotto della tapparella, volevo l'effetto "velo su velo", doppi strati, volevo i drappeggi per ammorbidire le linee semplici e lineari dei mobili... non mi piacciono i ghirigori ma qualche accenno e capriccio femminile qua e là sì...
La grossa fatica è stata capire quale bastone andasse: perché i miei soffitti sono isolati e quindi ribassati,  in cartongesso. Avevo chiesto un preventivo in un negozio di tende veramente, veramente, ma veramente lussuoso, al di fuori dalla mia portata, non posso dire quanto, ma posso dire che mi sarebbe costato più del mio Selmer Mark VII! Orco! Per una finestra sola... se siete curiosi di sapere il prezzo giusto ed il negozio ve lo dico in privato, ih ihi ih...

Gli altri negozi erano chiusi per le ferie, e siccome ero in giro e non volevo darmi per vinta tornando a casa con nulla di fatto, ho pensato di iniziare almeno a fare le tende nella zona giorno... alla fine le ho fatte per tutta la casa, tranne il bagno.

L'intenzione non era di mettere le tende a vetro anche nella zona notte, ma avevo sbagliato con la lunghezza dei bastoni per le finestre in sala, che invece andavano bene in camera, e avevo sbagliato pure a prendere le tende per la cucina, che erano troppo strette ma stavano bene in camera. Alla fine, per non buttare e cambiare, ho preso i bastoni per la sala e la tenda per la cucina correggendo le misure.
Non avevo neanche intenzione di prenderle bianche, ma erano quelle scontate al 20%... e neppure di metterci le calamite decorative, non avevo alcuna idea in merito, visto che in vita mia non ho mai arredato con le tende. Le calamite sono state una necessità per accorciarle senza fatica. Alla fine ne è venuto fuori questo:

La zona giorno:


Le tende della sala e della cucina:



La cameretta della principessa (che sarei io):



Beh, che dire: pensavo che in camera le avrei tenute a vetro temporanemante ma inaspettatamente mi piacciono così: sono facili da togliere, cambiare, lavare e non devo aspettare nessuno per farmi aiutare. Poi considerando che sono allergica alla polvere e mi stufo facilmente, queste sono la soluzione migliore, sia per lavarle che cambiare modello frequentemente.

Mi piace quando da delle difficoltà ne esco con cose positive e la sistemazione, gli intoppi e i compromessi che mi sta facendo fare il mio rifugio mi sta insegnando questo. Mi piaccio ogni volta che imparo qualcosa: ho imparato a prendere le misure delle finestre e a regolarmi con i centimetri in più delle tende.

La mia casa non è proprio una banale casa, come tutte le altre: è un castello, perché vivo ai piani alti senza ascensore e quando arrivo in cima, mi sento veramente in una torre: è talmente faticoso salirci per gli altri (io non ho problemi a saltellare fin lassù) che mi piace fantasticare che solo chi ci tiene a me, ed è prode e coraggioso mi cerca. Addirittura la signora del comune che era venuta a controllare per darmi la residenza, si era fermata sui gradini ansimando, nonostante il mio invito a salire, dicendo che andava bene così.

Io sono la principessa nella torre e mi diverto con un incantesimo a trasformarmi in provetto imbianchino, esperto  tappezziere, magica fatina delle pulizie  per rendere accoglienti e brillanti le mie dimore lassù in cima. 
Grazie ai doni magici del folletto rosso che mi ha permesso di realizzare tutto questo: è sempre stato un mio sogno che da sola sarebbe stato irrealizzabile.
Ma vorrei tanto che con un'altra magia entrasse nelle cartoline per vedere e toccare i tessuti d'avorio e i miei nuovi desideri.



domenica 12 agosto 2018

Sopra di noi




Una notte, sdraiata sul mio divano e guardando fuori, sul balcone, mi sono chiesta cosa fossero quelle strane luci in movimento, c'erano tanti bagliori colorati. Sfidando la pigrizia, ho acconsentito alla mia curiosità di andare sul balcone e di scrutare bene... così ho scoperto che da casa mia riesco a vedere le luci del Luna Park, della giostra in movimento che per tutta l'estate occupa il grande suolo all'uscita dell'autostrada.
Da allora, a volte, spengo la tele per ascoltare nel silenzio la serata e per seguire i luccichii delle giostre, mentre me ne sto appollaiata, sdraiata, annoiata.

Ieri sono andata a guardare le stelle cadenti, sdraiata ovviamente, c'erano le onde, il vento, i cigni, i sassi, le anatre e le papere a farmi compagnia, e c'era una strana stella rossa che mi incuriosiva. Ho scaricato sul telefono "Sky map", un'applicazione che, puntando l'obiettivo verso una direzione, riesce a localizzarti e a dare i nomi delle stelle, dei pianeti, delle costellazioni, così ho scoperto che in realtà  la stella rossa non era una stella, ma Marte, che Marte era molto vicino al sagittario, che in mezz'ora non era vero che le stelle erano aumentate, perché era il cielo che si era spostato, o meglio la Terra. 
Per tutta la serata, in macchina, lungo il lago, al ritorno in città, ho tenuto d'occhio Marte. 
E niente, riflettevo sul fatto che mi affascina un sacco questa cosa del sole, dei pianeti e dell'Universo.
I pianeti più di tutti. Chissà se ne scopriranno altri ancora... 

Tempo addietro invece, mi sono iscritta per curiosità in un gruppo segretissimo di terrapiattisti. Ma sapete che c'è tantissima gente che sostiene che la terra sia piatta?
Mi turba parecchio perché ci ragiono su un sacco e continuo a pensare che la terra sia tonda, anche ieri l'orizzonte era curvo. Io aprofondisco tantissimo le cose, non vado solo a sentimenti, e poi qui ci vuole la logica, ma non riesco proprio a capire come funzionino certe cose se la terra fosse piatta, come ad esempio i viaggi in aereo. Mi piace leggere i punti di vista degli altri per interesse sociologico... (in sostanza mi piace farmi i fatti altrui), ma loro sono un po'... come dire... sul piede di guerra se fai domande idiote o esprimi dissenso, dicono che la terra é piatta e che non esiste la forza di gravità, così nel gruppo segreto non oso esprimere dubbi, per paura che mi buttino fuori, anche perché avrei riguardo a litigare con un terrapiattista.

Mi piace internet, perché  si scoprono cose nuove, almeno per me.
Per esempio: io non sapevo che esistesse prima l'astrologia dell'astronomia, pensavo che fossero due cose diverse e basta.
Invece l'astrologia e l'astronomia studiano entrambe le stelle, i pianeti ecc... ma nel tempo l'astrologia, antichissima, grazie anche a mezzi più sofisticati, si é evoluta in astronomia, diventando una scienza. Le stesse cose vengono trattate in maniera molto più razionale, con motivazioni  e risultati diversi, distaccandosi completamente dall'antica astrologia.
Mi piace un sacco l'astronomia.

Adesso mi preparo per andare nell'altra stanza perché hanno spento le luci del Parco della Luna, e io scrivevo solo per fare qualcosa qui sdraiata, visto che in televisione non c'è più nulla di interessante.  
C'è  una finestra anche di lá e se lascio alzate le tapparelle posso tenere d'occhio i cambiamenti degli astri.

Mi mette senso di pacatezza e saggezza osservare il cielo, mi porta la mente in un altro ordine di idee e di dimensioni. Mi fa sentire minuscola nello sconfinato e maestoso Universo. 



lunedì 6 agosto 2018

La nuvola che ride


Avete mai provato a sdraiarvi con il naso all'insù e contemplare le nuvole che cambiano forma, che viaggiano, viaggiano e vanno chissà dove? 
Io lo faccio spesso, e nei giorni in cui soffia meno vento ci vuole più pazienza per notare dei cambiamenti.
Da piccola saltellavo cercando di afferrare qualche nuvola. Ma non ero veloce abbastanza perché arrivava il vento e se la portava via. La cullava e portava a spasso per i cieli.
Oggi ho guardato su e lui ha soffiato, era il soffio di una melodia, una brezza che si dipanava come tante parole, tante stelle attorno alla luna, ma la cosa strana era che gli altri sembravano non accorgersene... le persone proseguivano nelle loro faccende senza sentire e vedere. Io però ho sentito, ho ascoltato... e poi ho visto!
Ho visto la nuvola trasformarsi in un sorriso! Ascoltava contenta e serena!

Avete mai visto una nuvola a forma di sorriso?



mercoledì 1 agosto 2018

Nuda verità


Rullo di tamburi potente. Nel silenzio assordante della notte, un'esplosione che frantuma cristalli e zittisce i canti spensierati.

Nella distanza si ode l'eco dei tamburi e piano piano i battiti riprendono il loro ordine.

É un ordine strano e con sé trascina l'assenza. Nuoto e vorrei respirare, ma sopra di me la lastra é di ghiaccio. Vedo il cielo sopra di me ma non é ancora il mio tempo per raggiungerlo.

Nelle aule del conservatorio, ho ascoltato tante lezioni sulle pause. Sul valore del silenzio, sulla difficoltà del seguire un discorso e non suonarlo.

Io corro a cercarti ma la porta non ha il campanello. 
Non ha il nome. 

Torno a casa ogni giorno e spio nella cassetta della posta. Chiudo la porta senza catenaccio, ed é strano perché in sogno non sono mai riuscita a proteggermi dalle persone fuori dalla mia porta.

Non ho più bisogno di proteggermi e non mi importa delle persone che mi additano.

Sono la nuda verità. Hanno più paura della mia nudità che di un guerriero con l'armatura. 

Non tutti eh. Solo gli struzzi, i bugiardi e i vigliacchi.